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pH salivare

PH salivare

La carie è la malattia più diffusa al mondo e colpisce indistintamente adulti e bambini, uomini e donne. Oggi esiste un metodo moderno ed innovativo che permette in maniera assolutamente semplice, veloce e non invasiva di prevenire la carie e di stabilirne il rischio individuale (cariorecettività) molto prima che essa si formi, particolarmente efficace ed indicato soprattutto per i bambini. Il metodo di valutazione individuale del rischio comprende:

  • questionario anamnesi generale
  • questionario abitudini alimentari
  • visita specialistica con esame obiettivo ed eventuali radiografie
  • test dell’indice placca batterica con colorazione della placca aderente ai denti
  • test salivare

Test salivare

Le caratteristiche della saliva esercitano un’influenza diretta sulla salute orale poiché è l’unico fluido ivi presente con continuità ed è pertanto intuitivo che la saliva condizioni la crescita e la sopravvivenza dei batteri, inclusi i cariogeni, presenti nella bocca. Caratteristica rilevante della “qualità” della saliva è data dalla misura del suo livello di acidità, cioè dal pH, che deve mantenersi nell’intervallo di neutralità per garantire il sostanziale equilibrio microbiologico della placca dentale.

Nel corso della giornata i livelli di pH salivare subiscono fisiologicamente delle variazioni, dalla fase di neutralità ad una più o meno intensamente acida o, seppur più raramente, basica, per poi tornare, grazie ai poteri tampone salivari, alla neutralità. Ciò accade a causa dell’assunzione dei cibi e alla loro fermentazione da parte della placca batterica presente nella bocca. Il livello di acidità raggiunto (a volte il pH salivare scende a livelli molto molto bassi), il tempo di permanenza di uno stato acido salivare e la frequenza degli episodi di acidità salivare nel corso della giornata rappresentano variabili che condizionano lo stato di salute dei tessuti duri dentali.

Infatti il ripetersi di abbassamenti di pH salivare, che avvengono ad esempio quando un paziente segue una alimentazione irregolare con frequente assunzione giornaliera di snacks a base di carboidrati, favoriscono il processo di demineralizzazione dello smalto dentale sia indirettamente, attraverso la selezione di specie batteriche acidogeniche e cariogene all’interno della placca, sia direttamente contribuendo alla dissoluzione dell’idrossiapatite (componente principale dello smalto del dente) che, al di sotto di un valore critico, genericamente indicato come pH 5.5, comincia a solubilizzarsi.

Anche il pH alcalino è potenzialmente pericoloso perché associabile a danni provocati dalla formazione del tartaro costituito, nella fase minerale, soprattutto da fosfato di calcio. Infatti, in condizioni di alcalinità il livello di “supersaturazione” in Ca e Fosfati nei fluidi orali aumenta e rende più facile la deposizione (precipitazione) di svariate forme di Fosfato di Calcio all’interno e tra i residui dei microrganismi della placca, includendoli in un corpo mineralizzato. La superficie minerale di questo corpo costituisce, a sua volta, un mezzo ideale per un’ulteriore crescita della placca batterica e dei depositi minerali che minacciano la salute parodontale.

Lo scopo dei test salivari, quindi, non è quello di riparare i danni provocati da tali patologie, come otturare, devitalizzare o estrarre i denti colpiti ma di diagnosticare in fase precoce per ogni paziente la predisposizione alla carie in modo da impostare i corretti provvedimenti di profilassi atti a evitare l’insorgere della malattia e a mantenere la salute della bocca.

Test salivare

Come si egegue il test

La raccolta della saliva deve essere fatta almeno due ore dopo l’ingestione di cibi o bevande, acqua naturale esclusa, per evitare che il valore di pH possa essere condizionato dal potenziale acido o basico dei cibi o delle bevande assunte. La saliva viene espulsa in un cucchiaio e viene utilizzata per bagnare una carta indicatrice di pH. Si estrae poi la cartina e si elimina l’eccesso di saliva per scuotimento; si svilupperà in pochi secondi una combinazione di due colori che deve essere confrontata con le 12 colorazioni che corrispondono a pH da 4.5 a 10. Il colore della scala di riferimento più vicino a quello del test, identifica il pH della saliva del paziente e, più in generale, colloca il valore in tre intervalli: intervallo acido, da 4.5 fino a 6.5, intervallo neutro tra pH 6.5 e 7.5, intervallo alcalino, a pH più alto di 7.5. Grazie a questo metodo, siamo in grado di determinare scientificamente se una persona è predisposta alla carie e alle erosioni dentali classificandola in tre categorie di rischio: Basso – Medio – Alto.

Gli interventi proposti, differenziati per ciascun individuo sulle base dei risultati dell’analisi, sono assolutamente semplici ed indolori e servono a bloccare il processo prima che inizi. Si basano su tre punti:

Ridurre il numero di batteri che causano carie presenti nella bocca

1. pulizia domiciliare dei denti con spazzolino, dentifricio e filo interdentale + pulizia periodica professionale eseguita in studio

2. assunzione di alimenti non contenenti zuccheri cariogeni

3. eliminazione di nicchie ritentive che favoriscono il permanere in bocca di alcuni batteri cariogeni

4. uso di resine sigillanti sulla superficie di masticazione dei denti

- Aumentare la salivazione e ridurne l’acidità

1. diminuire l’assunzione di cibi molto acidi e ricchi di zuccheri (es agrumi, bevande acide o zuccherate)

2. uso di gomme da masticare allo xilitolo (attivo contro i batteri)

- Rinforzare lo smalto dei denti o re-mineralizzarlo

1. utilizzo di dentifrici e collutori fluorati

2. uso di lacche protettive al fluoro

Questo programma è stato introdotto nel progetto di prevenzione rivolto ai bambini ma, come ampiamente dimostrato dalla letteratura e dai comitati scientifici mondiali, è attuabile anche a tutti i pazienti adulti, specialmente a coloro che riferiscono una maggiore predisposizione all’insorgenza di queste problematiche.